La Magica Favola del Sentiero degli Gnomi – Gnomo Bàgnolo e la sua Grande Avventura

Gnomo Bagnolo e lo Scoiattolo Coda Rossa

Gnomo Bàgnolo e lo Scoiattolo Coda Rossa

Bàgnolo non era uno gnomo come gli altri, era sempre stato uno gnomo curioso, un esploratore, ogni giorno in giro per i boschi in compagnia dell’amico scoiattolo Coda Rossa.

La radura degli Gnomi

La radura degli Gnomi

Con la sua famiglia abitava nel piccolo villaggio di Pian del Porcino, la sua casa era sotto la grande quercia, ai piedi di Pian di Basilica, sul limitare del bosco dell’Armina.

La grande nevicata

La grande nevicata

La sua avventura inizia nell’inverno dell’anno delle cortecce che si spaccano. Sul villaggio degli gnomi caddero oltre 3 metri di neve con temperature fin 20 gradi sotto zero. Le settimane passavano ma il freddo intenso continuava e la neve non si scioglieva. Gli animali del bosco non riuscivano a trovare da mangiare e nelle case la legna per scaldarsi stava finendo.

I vecchi del villaggio si riunirono per trovare una soluzione e ripensarono ad una leggenda di tanti anni prima. Si diceva che all’interno del monte di Nasseto vi fosse una grotta in cui l’aria era sempre calda e l’acqua bollente, grazie alla presenza delle pietre magiche del fuoco.

Inizia la Grande avventura

Inizia la Grande avventura

Serviva uno gnomo coraggioso che andasse a cercare la grotta e a prendere le pietre del fuoco per salvare il villaggio. Bàgnolo si fece avanti e con lui l’amico scoiattolo Coda Rossa: armati di grande coraggio partirono.

Arrivarono fino al monte di Nasseto, grazie all’aiuto dell’Oca Silvia che li caricò sul suo collo. Sarebbe tornata a prenderli due giorni dopo nello stesso punto.

La leggenda della grotta

La leggenda della grotta

Purtroppo la grotta era proprio al centro della montagna alla fine di una lunga e buia galleria in cui nessuno era mai entrato e da cui almeno una volta a settimana uscivano fuoco e fiamme.

La leggenda diceva che l’ingresso della grotta era ai piedi della montagna, nella valle degli alberi che suonano, così i due amici seguendo la melodia del suono prodotta dal vento, arrivarono proprio davanti allíentrata, la videro buia e profonda.

La paura era tanta e non sapevano proprio come fare a scendere.

Un aiuto prezioso

Un aiuto prezioso

Improvvisamente nella penombra della grotta videro due occhi che li osservavano, piano piano si avvicinarono e apparve il Bruco Striscione, che giunse da loro, ascoltò con piacere la loro storia e decise di aiutarli: lo avrebbe fatto calando un robusto filo preparato all’occorrenza dal suo vecchio amico ragno Tela Veloce.

Iniziano a scendere, ma il buio era sempre più profondo, non si vedeva più nulla, allora Bàgnolo prese dalla tasca Lampa e Dina, le sue amiche lucciole, compagne di tante avventure. Il cammino si illuminò.

Ricordo di un'avventura al Parco Nazionale

Ricordo di un’avventura al Parco Nazionale

La mente di Bàgnolo andò subito alla calda estate di 5 anni prima, quando, sempre in compagnia di Coda Rossa, una notte di luglio con l’aiuto di altri due gnomi, furono portati sulla schiena di un capriolo alla Lama, la bellissima radura nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

L’aquila reale di monte Penna era rimasta intrappolata in una grotta, dove un enorme masso aveva improvvisamente ostruito l’uscita. Anche allora Lampa e Dina furono di validissimo aiuto e con un’azione congiunta tra gufo reale e cervo, riuscirono a liberare l’aquila.

Il grande lago di acqua calda

Il grande lago di acqua calda

Ma ritorniamo a noi, Bàgnolo e Coda Rossa giunsero in una grande apertura illuminata dal fuoco. L’aria era calda e videro un grande lago di acqua che bolliva, e al centro del lago, su un piccolo isolotto, si trovava un cumulo di pietre rosse che emanavano luce e calore.

Ma come fare a raggiungerle?

L'isolotto delle pietra magiche del fuoco

L’isolotto delle pietra magiche del fuoco

Fu in quel momento che Bàgnolo capì che non erano soli… allora dal buio uscì Geo il tritone che con la sua famiglia abitava la grotta. Ascoltata la storia di Bàgnolo li accompagnò sulla sua schiena sull’isolotto. Disse loro che potevano prendere fino a venti pietre ma avrebbero dovuto aspettare almeno una settimana per uscire: la grotta aveva iniziato a brontolare e di li a poco sarebbero usciti fuoco e fiamme.

Bàgnolo e Coda Rossa pensando al bisogno del villaggio, non potevano certo aspettare e trovarono il coraggio: presero le pietre, le misero nella gerla e iniziarono a scappare verso l’alto della grotta.

Il ritorno a casa

Il ritorno a casa

Proprio sull’uscita la fiamma si accese, li raggiunse, ma li sfiorò soltanto, bruciando la parte finale del cappello di Bàgnolo e la punta della coda dell’amico scoiattolo. Appena fuori dalla grotta li aspettava come d’accordo, l’Oca Silvia e velocemente ripartirono verso il villaggio. Appena arrivato, Bàgnolo lasciò una pietra in ogni casa, così tutti gli gnomi poterono riscaldarsi. Portò le altre pietre in una caverna profonda al centro del villaggio. Da allora in alcune zone di Bagno di Romagna affiora un’acqua odorosa e calda, buona da bere e salutare per immergersi.

Custode delle pietre del fuoco

Custode delle pietre del fuoco

Bàgnolo fu nominato dalla comunità degli gnomi dell’Armina “Custode delle pietre del fuoco” e divenne un eroe per tutti i suoi amici!