Percorsi MTB - Il Sentiero degli Gnomi - Territorio

Cicloturismo, Mountain-bike

Bagno di Romagna, fa parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, uno dei parchi forestali più antichi ed importanti d’Europa. Un polmone verde di oltre 35.000 ettari con foreste imponenti, ricchezza e varietà di specie vegetali ed animali che ben si prestano anche per attività di vario genere. E’ infatti possibile percorre a piedi oppure in Mountain-bike i tanti sentieri che si inoltrano nella vegetazione alla scoperta di luoghi interessanti ed affascinanti.

Da Bagno di Romagna seguiamo la nuova pista ciclo-pedonale fino a S. Piero in Bagno per portarci poi in Piazza Allende dove imbocchiamo Via Verdi percorrendola fino all’ottocentesco ponte di pietra sul Rio. Siamo già fuori dell’abitato, di fronte ad una poggiata delimitata da due profondi torrenti che declina dal crinale secondario e verso cui s’inoltra, subito oltre il ponte, una stretta strada comunale salendo tra campi lavorati: noi seguiamo invece il sentiero sulla sx, segnato b/r, che porta ai due poderi di Raggio ricalcando la vecchia mulattiera Sbucati sull’asfaltata, la seguiamo fino al bivio per Paganico, prendendo poi la strada di dx che abbandoniamo poco dopo per immetterci, ancora a dx e poi a sx, su un percorso sterrato, parimenti segnato, che con un single trak impegnativo sale a Monte Piano. Giunti sul colmo e sbucati sul tracciato di una mulattiera, la imbocchiamo verso sx, per scendere ad uno spiazzo che è un incrocio di strade e piste: noi seguitiamo sulla sx per la sterrata chiusa da una sbarra e tabellata da “Val di Bagno Trek” (CAI 201). La larga sterrata scorre con piacevoli saliscendi Pista verso M. Castelluccio sul crinale secondario verso il Monte Castelluccio che domina il paesaggio: quando abetine e cedui diradano s’aprono superbe vedute sulle vallecole laterali (a dx quella del Rio Salso, a sx quella del Rio di Paganico). Ignoriamo le deviazioni e seguitiamo sulla pista passando sotto la vetta del Castelluccio: ora sulla sinistra abbiamo la valle di Incisa in fondo a cui appare Bagno. La sterrata aggira poi Monte Càrpano e poco dopo, restringendosi, s’immette sulla “Mulattiera di Pietrapazza” che sale da Bagno diretta nella valle del Bidente: siamo pochi metri al di sotto del crinale secondario che segna il confine con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Imbocchiamo sulla sx la mulattiera, segnata b/r 189, che taglia in diagonale un versante della valle del Volanello passando accanto ai ruderi di Prati, Casanova e Barco: è un percorso suggestivo, un single trak molto tecnico che richiede attenzione fino al termine della discesa, quando si sbuca sulla SP. 138, a Bagno di Romagna.

Itinerario

PERCORSO: Bagno di Romagna (496) – S. Piero in Bagno (463) – Raggio (632) – Monte Piano (1059) – Piazzale (992) – Monte Castelluccio (1115) – Monte Carpano (1031) – Prati (891) – Bagno di Romagna (496). LUNGHEZZA: km. 17,400. TEMPO PERCORRENZA: 2 ore. Interamente segnato. PUNTI ACQUA: Raggio. NOTE: poche difficoltà.

Da Bagno di Romagna seguiamo la pista ciclo pedonabile fino a S. Piero in Bagno, per portarci poi in Piazza Allende dove imbocchiamo Via Verdi percorrendola fino all’ottocentesco ponte di pietra sul Rio. Siamo già fuori dell’abitato, di fronte ad una poggiata delimitata da due profondi torrenti che declina dal crinale secondario e verso cui s’inoltra, subito oltre il ponte, una stretta strada comunale salendo tra campi lavorati: noi seguiamo invece il sentiero sulla sx, segnato b/r, che porta ai due poderi di Raggio ricalcando la vecchia mulattiera Sbucati sull’asfaltata, la seguiamo fino al bivio per Paganico, prendendo poi la strada di dx che abbandoniamo poco dopo per immetterci, ancora a dx e poi a sx, su un percorso sterrato, parimenti segnato, che con un single trak impegnativo sale a Monte Piano. Giunti sul colmo e sbucati sul tracciato di una mulattiera, la imbocchiamo verso sx, per scendere ad uno spiazzo che è un incrocio di strade e piste: noi seguitiamo per la sterrata chiusa da una sbarra e tabellata da “Val di Bagno Trek” (CAI 201). Si scorre in solitudine, con piacevoli saliscendi tra abetine e cedui, sul crinale secondario che conduce verso Monte Castelluccio e che in questo tratto separa le vallecole del Rio Salso (dx) e del Rio di Paganico (sx) chiusa da un crinale che dal colle di Corzano va a saldarsi proprio sotto la vetta del Castelluccio. Arrivati a circa 600 dalla cima abbandoniamo la pista ed imbocchiamo sulla sx un sentiero (CAI 193) – il cui l’innesto è indicato da una tabella (Val di Bagno Trek) – che percorre proprio quella lunga e frastagliata cresta ricalcando un antico percorso che congiungeva il castello di Corzano al crinale secondario, lungo cui scorreva la primitiva viabilità medievale. E’ un continuo single trak che nel primo tratto scorre tra galestri sull’alto della Valle dell’Incisa e permette d’ammirare un vasto paesaggio che va dall’intero massiccio del Còmero alla tormentata giogaia dell’Appennino, confine tra Romagna e Toscana; poi s’addentra in abetine ed in un sottobosco ricco di profumi, ed infine giunge ad innestarsi su una sterrata che giunge da Bagno di Romagna. La s’imbocca verso sx per giungere al colle Corzano, nei due parcheggi posti a poca distanza dalle Rocche. Dopo una visita d’obbligo ai ruderi del castello ed al Santuario della Madonna immerso nel verde, ritorniamo verso i parcheggi e riprendiemo a ritroso il sentiero 193: all sbarra/catena seguitiamo diritti su larga pista percorrendo in discesa la Valle dell’Incisa fino a Bagno di Romagna.

Itinerario

PERCORSO: Bagno di Romagna (496 slm) – S. Piero in Bagno (463 slm) – Raggio (632 slm) – Monte Piano (1049 slm) – Piazzale (992 slm) – Monte Castelluccio (1.115 slm) – Campodonico (725 slm) – Corzano (678 slm) – Campodonico – Bagno di Romagna (486 slm). LUNGHEZZA: km 18,400. TEMPO: ore 1,45 minuti  /  Interamente segnato /  PUNTI ACQUA: Raggio, Corzano. NOTE: poche difficoltà; bel tratto di single trak.

Da Bagno di Romagna si procede per circa 2 km lungo la pista ciclo-pedonale e poco prima di entrare a S. Piero in Bagno si devia sulla dx nel ponte sul Savio, da dove inizia la SP. 43 per Alfero. Lo si attraversa e si devia subito a sx percorrendo per intero Via Valgimigli; indi, poco prima di giungere ad un bivio, si devia bruscamente a dx seguendo una stretta asfaltata in salita. Transitati sotto la E/45, l’abbandoniamo per prendere a sx dove un segnale indica il percorso della “Mulattiera del Còmero”. Questa storica mulattiera, ancora selciata ed ombreggiata da querce, sale piacevolmente fino a sfociare in una strada sterrata. Qui deviamo a sx per visitare la vicinissima Fattoria Cà di Gianni, un albergo/ostello con ristorante e maneggio, immerso tra pini e tigli. Ritornati al bivio, riprendiamo la mulattiera che, divenuta un viale d’aceri, reca al nucleo abitato di Poggio Piccioni, ne sfiora le case e poi con bella massicciata continua a salire gradatamente dentro fitte macchie di castagni e cerro e radure; quindi, divenuta viottola, sbuca in una larga pista carrozzabile che dal bivio con la SP. 43 taglia in diagonale tutto il Ca’ le Bruschete, sotto il monte Còmeroversante del Còmero fino al casale di Bruschete. La seguiamo verso dx scorrendo senza fatica tra felci, ginestre, rose canine, radure a pascolo, pinete, folte boscaglie a ceduo che quando diradano permettono stupende vedute sull’alta Valle del Savio e sul tormentato crinale dell’Appennino tosco-romagnolo. Ad un grande cancello si prende a scendere ed in poche svolte si è a Le Bruschete, una casa per ferie ricavata da un vecchio podere proprio sotto la “Testa del Leone”. Seguendo i segnali b/r 161si prende poi a dx scendendo in un sentiero che attraversa boschi, campi e galestri e ci porta su un poggio denominato Pian delle Riti ove prendiamo un altro sentiero, parimenti segnato che, sempre scendendo tra cedui e galestri, conduce a Poggio Vitine e quindi ad una grande antenna. Qui si gira a sx per Pian Basilica: Bagno di Romagna è li di sotto e lo raggiungiamo con una larga sterrata che, toccando il podere abbandonato di Roccaccia, sbuca accanto allo stabilimento Euroterme.

Itinerario

PERCORSO: Bagno di Romagna (496) – S. Piero in Bagno (463) – Ca’ di Gianni (606) – Poggio Piccioni (652) – Bruschete (917) – Bivio Pian delle Riti (957) – Poggio Vitine (838) – Pian Basilica (529) – Bagno di Romagna (496). LUNGHEZZA : km 17,600. TEMPO PERCORRENZA: ore 2,25. Interamente segnato. PUNTI ACQUA: Cà di Gianni. NOTE: breve ma impegnativo. Dopo la parte iniziale su asfalto, si svolge lungo sentieri e sterrate.
Si raggiunge San Piero in Bagno con la nuova ciclopedonale, e si attraversa tutto il paese. Al bivio in fondo all’abitato, si imbocca sulla sx la SP. 26, salendo prima agevolmente poi via via impegnati dai tornanti che portano al Passo del Carnaio. Giunti fin quasi alla sommità, ad un ampio tornante destrorso si devia a sx, seguendo per un centinaio di metri una larga sterrata, segnata b/r 20. Poi s’imbocca sulla dx un’altra pista ghiaiosa ed agevole (217), che diviene fangosa con la pioggia: accompagnata da recinzioni, scende gradatamente lungo il crinale di galestro, arido e scaglioso, che si erge tra i fossi di Varotto (dx) e delle Petrose (sx), s’avvalla verso il borgo abbandonato di Rio Petroso per poi rialzarsi nel Monte delle Petrose e digradare infine nel Bidente di Pietrapazza, ove confluiscono anche i due fossi predetti. Superato il cimitero, le rovine della chiesa di S. Biagio di Rio Petroso e di alcune case, si ritrova l’antica mulattiera selciata che prende a scendere: è suggestiva quando, prima di aggirare la cima del Monte delle Petrose, corre su un esile crinale di galestro, una lama sottile sorretta da un muricciolo. Poi scende ripidamente, quasi cancellata da una vegetazione rigogliosa, fino al nucleo di Ca’ Morelli; Ponte di Ca’ Morellis’attraversa la corte di questo grumo di case abbandonate su un pianoro sospeso sul Bidente per poi scendere fino all’ottocentesco ponte sul Bidente di Pietrapazza, da dove, con un ripido tratto, si sfocia poi sulla lunga pista forestale che collega Poggio alla Lastra (dx) a Pietrapazza (sx), e attraversa per intero la valle abbandonata. La si segue sulla sx e, superato Ca’ di Veroli – un albergo solitario ricavato da una vecchia casa contadina, ottimo luogo di ristoro – si prende di nuovo a sx per Rio Salso (213). Superato il Ponte dei Riacci, il tratto si fa impegnativo per la pendenza ed il fondo sconnesso. Poi appaiono le case di Rio Salso, costruite a scalare su uno sprone che chiude l’omonima vallecola: dell’antico nucleo è stata splendidamente restaurata la grande casa padronale coi suoi resedi, divenuta l’albergo “Rio Salso” – altro ottimo luogo di sosta e ristoro ma aperto saltuariamente – mentre la vicina chiesa ed un podere sono ruderi cadenti. Da Rio Salso seguitiamo sulla lunga sterrata che si dipana in salita fino a Monte Piano ove imbocchiamo sulla sx una strada in parte asfaltata che scende verso S. Piero in Bagno.

Itinerario

PERCORSO: S. Piero in Bagno (463 slm) – SP. 26 – Passo Carnaio (790 slm) – Paretaio (795 slm) – Rio Petroso (618 slm) – Ca’ Morelli (460 slm) – Ca’ di Veroli (654 slm) – Rio Salso (712 slm) – Monte Piano (1059 slm) – Piazzale (992 slm) – S. Piero in Bagno (463 slm). LUNGHEZZA: km 33. TEMPO PERCORRENZA: ore 4. Interamente segnato. PUNTI ACQUA: Cà di Veroli, Rio Salso. NOTE: Itinerario molto duro: mulattiere e sentieri impervi, impegnativi anche in discesa.
Da Bagno di Romagna seguiamo la nuova pista ciclopedonale fino a S. Piero in Bagno per portarci poi in Piazza Allende dove imbocchiamo Via Verdi percorrendola fino all’ottocentesco ponte di pietra sul Rio. Seguiamo poi in salità l’asfaltata, fino a Raggio di Sopra e al bivio per Paganico, prendendo poi la strada di dx che abbandoniamo poco dopo per immetterci, ancora a dx e poi a sx, su un percorso sterrato, parimenti segnato, che con un single trak impegnativo sale a Monte Piano. Ciò che resta di questa mulattiera, segnata b/r 213, ci porta fino al colmo, dove – prendendo a dx – c’inoltriamo sul crinale verso Monte Cocleto, per poi con ripida discesa dirigerci verso le case di Rio Salso che già appaiono, costruite a scalare su uno sprone che chiude l’omonima vallecola abbandonata. La chiesa ed un podere, accanto a cui transitiamo, sono ruderi cadenti mentre è stata splendidamente restaurata la grande casa padronale coi suoi resedi, divenuta l’albergo “Rio Salso”, ottimo luogo di sosta, ma aperto saltuariamente. Dietro l’albergo, svoltando a dx, imbocchiamo poi Nucleo di Rio Salsouna mulattiera, sempre segnata 213, che scende verso la valle del Bidente di Pietrapazza costeggiando il torrente Rio Salso. Superato il ponticello dei Riacci, si devia a dx sul sentiero 213A /MTB18 che conduce fino a Ca’ di Veroli, un altro albergo solitario ricavato da una vecchia casa contadina: siamo nella valle del Bidente di Pietrapazza. Poco sotto Cà di Veroli scorre una lunga pista forestale carrozzabile che percorre per intero la valle, da Poggio alla Lastra (dx) fino a Pietrapazza (sx) dove essa nasce e si conforma. La imbocchiamo dirigendoci sulla sx: siamo nel “Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna”. Al piazzale del Ponte del Faggio, dove c’è pure una sorgente ed un’area di sosta attrezzata, ignoriamo indicazioni e strade che portano a Strabatenza e Casanova, e seguitiamo con piacevoli saliscendi la carrozzabile (MTB18) sulla sponda destra del Bidente fino alla chiesa di Pietrapazza. Qui, superata una sbarra, si sale con sforzo continuo fino a Monte Càrpano ove, seguendo le indicazioni, ci s’immette sulla “Mulattiera di Pietrapazza” (segnata b/r 189) che risale fin qui da Bagno di Romagna. La si segue sulla sx, in discesa, con un single trak molto tecnico che porta a superare i ruderi di Prati, Casanova e Barco fino a sbucare sulla SP. 138, a Bagno di Romagna.

Itinerario

PERCORSO: S. Piero in Bagno (463) – Monte Piano (1059) – Monte Cocleto (1031) – Rio Salso (712) – Ca’ di Veroli (654) – Ponte Bottega (474) – Pietrapazza (625) – Riodolmo (839) – Monte Carpano (1031) – Prati (891) – Bagno di Romagna (496) – S. Piero in Bagno (463). LUNGHEZZA: km 33,200. TEMPO PERCORRENZA: ore 4. Interamente segnato. PUNTI ACQUA: Rio Salso, Cà di Veroli, Ponte Bottega. NOTE: Itinerario molto duro: ripide salite, mulattiere impervie, discese molto tecniche.
Ufficio turistico di riferimento

Ufficio Informazioni Accoglienza Turistica – Centro Visita del Parco Nazionale Foreste Casentinesi
Via Fiorentina, 38 – BAGNO DI ROMAGNA